In definitiva, la LIBERTÀ è, né più né meno, l’obiettivo finale e il risultato della Vera Giustizia. La Vera Giustizia può esistere solo se si conosce la Piena Verità. E la Piena Verità può essere conosciuta solo se è consentita la Libertà di Parola. Ecco perché la Libertà di Parola è così importante ed è il primo passo verso i veri Diritti Umani e, in ultima analisi, verso quella vera Libertà Umana, individuale e collettiva, che tutta l’Umanità ha desiderato e cercato fin dal suo inizio. È anche conosciuta come PACE.
Tuttavia, per lo stesso motivo, la Libertà di Parola è anche il primo diritto ad essere minato e/o soppresso da coloro che si sforzano di raggiungere o mantenere il potere sugli altri a qualsiasi costo, anche attraverso le bugie (con tutto ciò che questo comporta). Questa è l’ovvia ragione per cui, nel corso dell’intera storia umana, vediamo così spesso persone che parlano apertamente essere messe a tacere, incarcerate, fatte sparire o persino torturate e uccise.
Si potrebbe credere, o sperare, che questo accadesse principalmente nel Medioevo (europeo), ma no, è ancora una pratica in corso che, anzi, è cresciuta drasticamente negli ultimi anni. L’unica differenza è che in passato avveniva più apertamente e in modo più brutale (impiccagione o tortura pubblica), mentre ora avviene in modo più discreto, “sofisticato” e addirittura ipocrita, che dagli inglesi abbiamo imparato a considerare “politicamente corretto”.
Questa moderna sofisticazione inizia con il dominare una certa narrazione collettiva attraverso mass media controllati e definendo qualsiasi storia contraria, critica o alternativa come “fake news” o “complottista”. Come è stato chiaramente dimostrato dalla Seconda Guerra Mondiale, le masse possono essere facilmente convinte della narrazione dominante (ora nota anche come “realtà preferita”) semplicemente ripetendo lo stesso messaggio più e più volte. Se ciò non bastasse, è sufficiente aggiungere una certa dose di minaccia o paura e possibilmente un “nemico” facilmente identificabile. A questo punto, solo i più forti e informati sono ancora in grado di comprendere e di vedere oltre la narrazione. Sono loro che, se parlano, vengono inevitabilmente messi a tacere in un modo o nell’altro.
È qui che persone come il Mahatma Gandhi o Nelson Mandela sono state incarcerate in un passato relativamente recente. Il caso più noto di questi tempi (in Europa!) è senza dubbio quello di Julian Assange, che ora fortunatamente è di nuovo libero. Un altro esempio noto è il caso di Reiner Fuellmich in Germania, che sta ancora scontando una pena detentiva. Casi meno noti sono quelli di Arno van Kessel nei Paesi Bassi e Gianni Alemanno in Italia. Sono stati tutti incarcerati per aver denunciato questa narrazione della “realtà preferita” di chi detiene il potere.